Dopo la terza media i ragazzi e le ragazze sono chiamatǝ a fare una scelta che potrebbe condizionare parte del loro percorso formativo e di crescita.
Una momento importante insomma, da preparare per tempo.
Ecco allora alcuni piccoli consigli per affrontarlo al meglio e per riuscire a fare le giuste scelte!
CURIOSITÀ ED ENTUSIASMO
Questo periodo è ricco di opportunità, il mondo del lavoro, non sempre facile, ha però molte variabili che spesso non si conoscono. Accompagnate i vostri figli e figlie agli open day delle scuole, con discrezione e senza ansia, aiutatelǝ a trovare alternative interessanti e a valutare con loro le differenti proposte. Ecco un link utile per orientarsi all’interno delle offerte scolastiche: https://www.miur.gov.it/scegliere-il-percorso-di-scuola-superiore.
“Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza” di Maura Gancitano. Ed. Einaudi
Ogni volta che si parla di corpo, di bellezza, di canoni estetici, ci portiamo dietro un carico di cui non siamo affatto consapevoli. Questo libro ci dà l’opportunità di prendere consapevolezza dell’impatto sociale e del meccanismo di potere che si cela dietro all’industria della bellezza, perché sì, è qualcosa di creato, non è naturale, non è personale e non è oggettiva.
Mai come in questo periodo trovo i germogli per un cambiamento, ma credo che il cambiamento sia ancora parecchio lontano.
Ho letto il libro di Maura Gancitano “Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza” come se leggessi un trattato, qualcosa di ricco, da assorbire nel valore e nel contenuto, in modo profondo e viscerale.
Ho sentito il bisogno di leggere questo libro per me e per le persone che ho incontrato sulla mia strada, ho sentito il bisogno di dare contenuto a qualcosa che troppo spesso viene scambiato per buon senso, necessità, gusto personale o norma.
Il fatto è che, per un motivo o per l’altro, non andiamo mai bene, a noi stessɜ o alle altre persone: troppo trucco, troppo sciattɜ, troppo grassɜ, troppo magrɜ, la cellulite da combattere, i peli da eliminare, le rughe da ridurre, l’età che fa paura, tutto troppo o troppo poco… ciò che fa parte della vita diventa qualcosa da combattere.
Ma perché? In che posizione ci pone questo senso di inadeguatezza o superiorità di fronte agli altri esseri umani o di fronte a noi stessɜ? Che peso e che prezzo ha sulle nostre vite? E sulle società? E sulle politiche?
Davvero la bellezza o la rincorsa alla bellezza può avere un impatto politico? Beh, leggete questo libro!
Cerchiamo di capire quali meccanismi ci hanno portato a questo punto e quanto, tutto questo, sia stato strategico per rimanere un passo indietro, per sentirsi mancanti, ancora una volta, inadeguatɜ.
Credo sia il momento di dirsi che siamo “ABBASTANZA”! E non per pigrizia o perché rifuggiamo il cambiamento, ma perché possiamo farci del bene, senza necessariamente sentirci sempre mancanti, sbagliatɜ, senza valore.
Prima superiore, istituto Tecnico, in supplenza. I ragazzi e le ragazze avevano il compito di prendere un capitolo di storia e schematizzarlo. Moltissimi, davvero moltissimi,… Leggi tutto »Semplificare non sempre è un bene!
“Noi stessi siamo il nostro peggior nemico. Nulla può distruggere l’Umanità ad eccezione dell’Umanità stessa.”
P. Teilhard De Chardin
Di Squid Game se ne sta parlando moltissimo e sono pienamente d’accordo con chi sostiene che sia una serie assolutamente non adatta ai bambini e alle bambine, quindi è opportuno fare in modo che ci sia un reale filtro a ciò che i bambini e le bambine possano o non possano vedere. Questo perché, alcune immagini, alcune storie, alcuni contenuti, sono troppo violenti, disumanizzanti e non sono metabolizzabili dal cervello ancora in formazione di un* bambin*.
Ho sempre sostenuto che si possa parlare di ogni cosa con persone di tutte le età, e lo credo fermamente tuttora, ma occorre un linguaggio e delle immagini adeguate, delle modalità che prendano in considerazione le diverse fasi di sviluppo.
In questo articolo però vorrei proporre alcuni (s)punti di riflessione, per insegnanti e famiglie, per discutere di questa serie con i più grandi, che di certo avranno bisogno ugualmente di qualcuno che argomenti con loro ciò che hanno visto, analizzando i significati sottesi alla serie. Ovviamente è interessante sempre partire da ciò che i ragazzi e le ragazze hanno percepito, quali sono i pensieri, cosa hanno compreso, quali messaggi secondo loro volevano essere trasmessi ecc, ma di certo questa sarà un’occasione preziosa per aprire orizzonti di pensiero e iniziare a discutere attivamente di ciò vivono e vedono.
Ecco quindi 6 piccoli (s)punti per riflettere insieme a ragazzi e ragazze su SQUID GAME (ce ne saranno molti altri ma questi sono i primissimi che mi sono venuti in mente a caldo, dopo aver visto la serie):
IL DEBITO COME TRAPPOLA
I personaggi del gioco sono per la maggior parte persone in debito economico con la società, con usurai, con le banche, sono persone che nella vita hanno perso, hanno giocato o hanno investito denaro non loro, hanno creato debiti, hanno distrutto le loro relazioni affettive, sono persone che, per ripagare i debiti fatti hanno addirittura ceduto i loro diritti corporei. Quante volte alcune persone si mettono in situazioni che possono attivare un meccanismo simile, pensiamo al gioco, alle dipendenze, alla partecipazione a bande, alle situazioni in cui per ottenere quello che voglio mi rendo dipendente da altri e facendolo perdo l’unica cosa che mi contraddistingue come essere umano, la libertà di scelta, perché smetto, a tutti gli effetti, di poter scegliere.