PEDAGOGIA IN ETÀ ADULTA. Quando può servire e perché!

“La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario”.

A. Einstein

“Sei una pedagogista?? Allora lavori con i bambini!” 

Ecco una frase che mi sento dire spesso. La risposta è ma c’è MOLTO ALTRO, lavoro con i bambini certo, ma soprattutto lavoro con le loro famiglie, con insegnanti ed educatorɜ, con persone adulte e adolescenti, con professionistɜ del settore educativo e non solo. Insomma lavoro con le persone, perché ogni persona può aver bisogno, in un dato momento, di un supporto per rinforzare le capacità di analisi rispetto alle proprie dinamiche comportamentali e cognitive, per identificare bisogni e risorse e, favorire una maggiore consapevolezza. 

L’evoluzione ci insegna che il cambiamento è una costante della vita, ma occorre sapersi adattare e modificare per sopravvivere e, per questo, abbiamo un’innata capacità di autoeducarci, di modificare il nostro agire in base alle vicissitudini della vita e dell’ambiente. Siamo esseri resilienti, o comunque possiamo diventarlo di più, possedendo in noi infinite potenzialità di essere.

Negli ultimi anni quando si parla di educazione degli adulti spesso ci si riferisce all’acquisizione di skills professionali, a me però interessa il valore che la pedagogia apporta all’interno della crescita continua, la sua capacità di leggere la realtà nella complessità, aprendo orizzonti e promuovendo nuove possibilità. 

La pedagogia è scienza metabletica (J. H. van den Berg, Metabletica of leer der veranderingen, 1956) ovvero scienza del cambiamento, perché sviluppa la capacità di ricostruirsi e reinventarsi, per questo, può essere un valido supporto in momenti di transizione, insofferenza e difficoltà o per affrontare quelle sfide, fuori o dentro di noi,  che spesso ci paralizzano. 

A. M. Mariani afferma che l’educazione degli adulti propone “un allargamento delle risorse cui attingere (…) affinché l’adulto possa rinascere più volte, coinvolgendo identità personale e professionale, stili di vita e rapporti interpersonali nella paradossale, ma non insensata, capacità di modificare il proprio passato, oltre che di dirigere il presente e d’incidere sul proprio futuro” (A.M. Mariani, M. Santerini, Educazione Adulta. Manuale per una formazione permanente, 2002).

Ecco, credo che queste parole racchiudano un po’ il centro del lavoro pedagogico con le persone adulte, qualcosa di infinitamente arricchente non solo per la persona che compie questa profonda trasformazione, ma anche per tutte le persone che la circondano.

Quando non si sta bene ci sono due possibilità, rimanere dove si sta o trovare la forza per compiere i passi che servono per dirigerci verso qualcosa di diverso.  A noi sta la scelta.

Per capire in quali contesti può servire una consulenza pedagogica con gli adulti rimando a https://www.sarabalducci.it/second/cosa-faccio/

Buone trasformazioni!

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