consulenza pedagogica

27 gennaio 2021. Serve ancora Ricordare.

GIORNATA DELLA MEMORIA

“Ricordare è un dovere: essi non vogliono dimenticare, e soprattutto non vogliono che il mondo dimentichi, perché hanno capito che la loro esperienza non è stata priva di senso, e che i Lager non sono stati un incidente, un imprevisto della Storia.” P. Levi

Il 27 gennaio 1945 i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz vennero abbattuti e circa 9.000 prigionieri furono liberati dall’esercito sovietico. Questa data rimane simbolo della fine di orrori, tra i più atroci della storia, un’eliminazione sistematica da parte dei nazisti di milioni e milioni di persone: ebrei, rom, slavi (polacchi, russi..), omosessuali, persone con disabilità, dissidenti politici e religiosi, testimoni di Geova, persone definite asociali (come le prostitute, i senzatetto, alcolisti, tossicodipendenti, mendicanti..). 

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Intelligenza Emotiva: cos’è e perché se ne parla tanto!!

Oggi vorrei parlarvi di Intelligenza Emotiva e spiegare brevemente cos’è e perché se ne parla così tanto.

Prima di tutto proviamo a trovare una definizione semplice, che riassume ciò che è stato detto negli anni dai diversi studiosi, in poche parole l‘intelligenza emotiva implica la conoscenza delle proprie e altrui emozioni, coinvolge l’abilità di percepirle, valutarle, gestirle, regolarle ed esprimerle, per affrontare le diverse situazioni che si manifestano durante la vita. 

Foto di Gerd Altmann da Pixabay 
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Educazione e Intelligenza Emotiva: 6 (s)punti per incrementarla

Se nello scorso articolo abbiamo spiegato cos’è l’Intelligenza Emotiva e perché è tanto importante parlarne (qui il link https://www.sarabalducci.it/second/2021/01/14/intelligenza-emotiva-cose-e-perche-se-ne-parla-tanto/ ) ora vediamo come è possibile incrementare questo tipo di intelligenza attraverso 6 piccoli (s)punti.  

Foto di Thanks for your Like • donations welcome da Pixabay 
  1. NOMINARE LE EMOZIONI! E’ importante fin dalla tenera età nominare e conoscere le diverse emozioni. Cerchiamo di non limitarci a dire “sto bene”, “sto male”, “sono triste o felice”, pian piano, con la crescita, andiamo ad approfondire le diverse sfumature emotive che si possono provare. Ad esempio possiamo sperimentare malinconia, paura, nostalgia, solitudine, apatia, noia, senso di colpa, entusiasmo, euforia, desiderio, rabbia, appagamento, soddisfazione e tante altre emozioni! Come ho spiegato nel video e nell’articolo IL VALORE DELLE PAROLE (qui il link https://www.sarabalducci.it/second/2020/04/10/il-valore-delle-parole ), anche saper nominare le emozioni, conoscerle, permetterà a bambini e bambine nonché futuri adulti, di capire cosa accade nel loro mondo interiore e poterne quindi prendere atto. Da non sottovalutare, inoltre, è la diversa intensità delle emozioni, ad esempio, prima di provare un’emozione fortissima come una rabbia accecante, ci saranno altre emozioni precedenti, come l’irritazione, la gelosia, la frustrazione e, a volte, saper gestire i segnali delle nostre emozioni di minore intensità, ci potrà aiutare ad anticipare situazioni più faticose, come un’azione violenza o un’atteggiamento furioso.
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EDUCAZIONE E RELIGIONE: 6 (s)punti per riflettere su discordanza religiosa e genitorialità.

“Il rispetto nasce dalla conoscenza, e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo".  Tiziano Terzani
Qualche tempo fa mi è stato chiesto un parere rispetto a come fare quando due genitori seguono religioni diverse e non concordano sulla religione che vorrebbero impartire ai propri figli. Specifico che non ho alcuna formazione teologica e per questo non mi addentrerò in questioni di valore, cercherò però, semplicemente, di darvi un parere pedagogico rispetto alle dinamiche che si possono creare in situazioni come queste. Quando si parla di fede, qualsiasi essa sia, entriamo in un campo che si muove tra privato, sociale e culturale, per questo vorrei sottolineare la complessità e la delicatezza del tema. Io esprimerò il mio pensiero in base alla mia esperienza e al mio contesto culturale che ovviamente potrebbe non essere condiviso da altri. Quello che dirò potrebbe essere utile alle famiglie che vogliono raggiungere ad un accordo condiviso nella gestione dell’educazione religiosa e morale dei propri figli, magari facendoli sperimentare anche con pratiche e contesti di entrambe le religioni. 
Vi indicherò, nell'ultimo punto, anche ciò che è emerso, fino ad oggi, a livello giuridico, proprio per dare un contributo su più livelli.
Dopo questa lunga premessa, ecco a voi 6 (s)punti per riflettere insieme su cosa è possibile fare quando due genitori non condividono la stessa religione. 


1. IL BENESSERE PRIMA DI TUTTO! Pare inutile dirlo ma non lo è, il benessere dei vostri figli e delle vostre figlie deve essere la base assoluta delle vostre azioni educative, quindi, una lotta a chi detiene la religione migliore, oltre a essere concretamente impossibile, non farà stare bene nessuno, si creeranno conflitti, divisioni e discussioni difficili da gestire e faticose da vivere.
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Libri per pensare… La resistenza.

ASPETTANDO IL 25 APRILE. 

La storia dell’antifascismo non è stata di unione e pace in tutto e per tutto, anzi, alcune fazioni erano violente, alcune entrarono in contrasto, con lotte e terribili pagine della storia, l’eccidio di Porzus lo dimostra. 

I gruppi erano estremamente compositi e vari, sia di cultura che di formazione politica. Una cosa li accomunava: essere antifascisti. Per questo la storia della resistenza non deve avere un’accezione politica unitaria, perché unitaria non lo era, molti hanno fatto la loro parte, pur non condividendo necessariamente idee o ideali. Quelle che si raccontano qui, sono le storie di uomini e donne che, nonostante tutto, cambiarono il mondo e contribuirono a porre la parola FINE al nazismo e al fascismo, due delle pagine più dolorose della nostra storia. Credo che ogni forma di totalitarismo sia negativa e vada condannata, a prescindere dal colore, come il comunismo dei gulag, ben lontano dagli ideali di comunità e giustizia sociale presenti in chi ne promuoveva le basi.

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