EDUCAZIONE E RELIGIONE: 6 (s)punti per riflettere su discordanza religiosa e genitorialità.

“Il rispetto nasce dalla conoscenza, e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo".  Tiziano Terzani
Qualche tempo fa mi è stato chiesto un parere rispetto a come fare quando due genitori seguono religioni diverse e non concordano sulla religione che vorrebbero impartire ai propri figli. Specifico che non ho alcuna formazione teologica e per questo non mi addentrerò in questioni di valore, cercherò però, semplicemente, di darvi un parere pedagogico rispetto alle dinamiche che si possono creare in situazioni come queste. Quando si parla di fede, qualsiasi essa sia, entriamo in un campo che si muove tra privato, sociale e culturale, per questo vorrei sottolineare la complessità e la delicatezza del tema. Io esprimerò il mio pensiero in base alla mia esperienza e al mio contesto culturale che ovviamente potrebbe non essere condiviso da altri. Quello che dirò potrebbe essere utile alle famiglie che vogliono raggiungere ad un accordo condiviso nella gestione dell’educazione religiosa e morale dei propri figli, magari facendoli sperimentare anche con pratiche e contesti di entrambe le religioni. 
Vi indicherò, nell'ultimo punto, anche ciò che è emerso, fino ad oggi, a livello giuridico, proprio per dare un contributo su più livelli.
Dopo questa lunga premessa, ecco a voi 6 (s)punti per riflettere insieme su cosa è possibile fare quando due genitori non condividono la stessa religione. 


1. IL BENESSERE PRIMA DI TUTTO! Pare inutile dirlo ma non lo è, il benessere dei vostri figli e delle vostre figlie deve essere la base assoluta delle vostre azioni educative, quindi, una lotta a chi detiene la religione migliore, oltre a essere concretamente impossibile, non farà stare bene nessuno, si creeranno conflitti, divisioni e discussioni difficili da gestire e faticose da vivere.
2. PARLATENE! Questo spunto vale per qualsiasi altro argomento, parlate e parlatene con il vostro o la vostra partner, condividete cosa significa, per voi, la vostra religione, quali sono gli insegnamenti o i valori a cui tenete di più e per quale motivo, perché pensate che la religione sia utile alla vostra vita e perché pensate sia utile per la vita dei vostri figli ecc. Condividete le vostre opinioni con rispetto e senza pregiudizi, in modo da trovare tutti quei punti che accomunano o distanziano le vostre credenze le vostre opinioni.

3. DATE SPAZIO AI VALORI COMUNI! Dopo aver visto cosa accomuna le vostre religioni e i vostri valori, provate a focalizzarvi su di essi, sui significati profondi che condividete e che volete trasmettere, sui valori per entrambi importanti e su che tipo di persone volete crescere. I vostri punti in comune saranno i punti di forza del vostro modello educativo. 

4. CERCATE COMPROMESSI. Se non condividete rituali, prassi o modalità provate a cercare dei compromessi, cercate di capire cosa è davvero importante per voi e su cosa invece potete cedere, riuscire a venirsi incontro è il primo passo verso la soluzione di un conflitto. Prendetevi il vostro tempo per fare tutto questo, ragionate, discutete, parlatene con figure per voi di riferimento, capite, ma fatelo tra voi, in questo modo sarete in grado di condividere una linea comune, senza doverla rinegoziare continuamente.

5. CHIEDETE AI VOSTRI FIGLI e FIGLIE! Se l’età lo permette chiedete un parere ai vostri figli e figlie come vorrebbero vivere la religione, cosa desiderano, in cosa vogliono credere e se non ci fosse un accordo ricordate che la libertà di fede vale per tutti, quindi anche per loro. Credere o non credere è una scelta personale, non può essere obbligata o forzata, anche perché ne perderebbe il suo senso più profondo. La tolleranza a ciò che è diverso, il rispetto delle scelte altrui e una pacifica convivenza si costruiscono anche. e soprattutto, tra le mura domestiche.

6. INCLINAZIONI PERSONALI. In caso di conflitto tra genitori, nell’ipotesi dell’apertura di un procedimento giudiziale, il giudice valuterà, come prioritario, il benessere del/la minore, infatti, la giurisprudenza, ad oggi, è orientata, in caso di riscontrato malessere del/la minore, a limitare, a seconda dei casi, ad uno o a entrambi i genitori, l’imposizione della propria fede, anche fino alla maggiore età.

In conclusione, come per moltissimi argomenti, non c’è una soluzione unica per tutti ma, di certo, il dialogo e la condivisione possono davvero aiutare a gestire al meglio le difficoltà. Personalmente credo che, al giorno d'oggi, sia importante approcciarsi alle religioni altrui con apertura e condivisione, è importante rispettare il fatto che una persona possa credere in qualcosa o non credere in nulla, senza che questo significhi non avere una morale, un senso civico o una spiritualità. La convivenza pacifica nelle differenze e la promozione di valori profondi, non necessariamente connessi ad una specifica fede, sono a mio avviso semi preziosi per una rivoluzione mondiale, non solo familiare. Per i bambini e le bambine di oggi, inoltre, credo sia importante la promozione di una maggiore consapevolezza delle diverse culture e religioni, per capirsi e conoscersi un po' di più. Indico qui sotto un link dove trovare libri e racconti sulle religioni del mondo. Non credo siano tutti totalmente esaustivi e neutrali ma può essere un inizio. Buona lettura! 
LIBRI PER CONOSCERE.. LE RELIGIONI!

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