Lodi gratuite ed eccessive, i rischi in educazione.

“Il problema della maggior parte di noi è
che preferiamo essere rovinati dalla lode
che salvati dalla critica”. N. V. Peale

Ecco quindi 5 (s)punti su cui riflettere rispetto alle possibili conseguenze un eccesso di lodi in educazione.

  1. Forniamo una realtà tutt’altro che reale 

Pensateci, se cresco in un ambiente dove sono fantastica, ogni cosa che faccio risulto bravissima, la migliore, se mi dicono fin da quando sono piccolissimo che ogni cosa che produco è un capolavoro, ogni azione è giustissima e stupenda, che immagine avrò di me? Come mi sentirò all’interno delle mura domestiche? Sicuramente vincente! Ma avrò imparato a distinguere quando i complimenti saranno reali e quando no? Avrò imparato ad autovalutare le mie azioni, saprò capire quando sbaglierò? Sarò capace di cogliere le conseguenze che avranno le diverse azioni visto che ho sempre e solo ricevuto un unico rimando positivo? E cosa accadrà quando entrerò in contatto con la vita reale? Quando inizieranno a dirmi che non sono bravissimo e bellissimo sempre e comunque? Saprò gestire la frustrazione? Ho imparato fin da piccola a farci i conti e a gestirla? Ecco le risposte sembrano più ovvie di quanto si pensi! Se non mi si insegna cosa è giusto o sbagliato, se non mi si dice come posso migliorare, se non mi si insegna ad affrontare con impegno le situazioni complesse, mi mancheranno alcune delle competenze basilari per crescere in una società. Prima o poi nella realtà occorre immergersi e, prima o poi, mi confronterò con qualcosa che non riuscirò a fare o che sarà complicata, o con qualcuno che avrà da dire la sua opinione sulle mie azioni e su quello che faccio. Se non sono preparata, in quel momento, potrebbero inizieranno dei problemi. Il ruolo del genitore è preparare alla vita non creare una realtà ad hoc. 


  1. Incapacità a gestire le critiche

Chi lavora a scuola saprà benissimo quante volte capita di sentire bambini e bambine, adolescenti o anche genitori che si arrabbiano per un voto negativo, perché è stata messa una nota o perchè è stata fatta un’osservazione critica o un rimprovero? Chi è cresciuto ascoltando solo lodi, non saprà accettare in alcun modo le critiche e le frustrazioni, ogni critica o errore sarà fonte di rabbia, di malessere, di malumore. A quel punto, per chi non ha conosciuto le sfumature, si possono attivare due percezioni di sé e della realtà, una proiettiva, “è colpa tua se non riesco” l’altra introiettiva “quando ho smesso di essere intelligentissimo e bravissimo? Cosa è accaduto, non sono più capace?” Con queste premesse, le critiche, le frustrazioni e gli insuccessi, potrebbero creare scompiglio, potrebbero intaccare personalità già di per sé fragili, nonostante l’apparente arroganza e presunzione. Mi sentirò o un buono a nulla o una vittima del mondo. 

  1. Scarso impegno

Alcuni studi (vedi in fondo) hanno dimostrato come i bambini e le bambine troppo lodati evitano le sfide, sono meno motivati verso i compiti più complessi. La paura di fallire o essere meno bravi, il terrore di non essere più all’altezza e l’incapacità di mettersi in gioco li fa desistere. Ma ricordate, non è la certezza di non fallire che incrementa la motivazione, ma la consapevolezza di saper affrontare gli ostacoli, la determinazione e la buona volontà. Fin da piccoli è importante sperimentarsi in diverse attività, anche un pochino sfidanti, relazionarsi con più coetanei, discutere, arrivare a compromessi, trovare soluzioni; è importante provare piacere nel fare, senza necessariamente guardare al risultato, è bello disegnare anche se non si è Leonardo da Vinci, è divertente giocare anche quando si perde.

  1. La trappola del giudizio altrui 

Proviamo a fare un esempio molto innocuo, nel quale siamo cascati sicuramente tutt*,  di solito i bambini e le bambine, mentre giocano, dicono “mamma, papà, zia..  guardami” e loro rispondono “Sì, brava! Sì bravo!”. Il punto è che nessuno ha chiesto se fossero brav* o meno, nessuno ha chiesto una valutazione, hanno solo chiesto di essere guardati. Abbiamo sempre un gran bisogno di gratificare, di valutare a tutti i costi, di incasellare all’interno di un giudizio. Potremmo  dire “ti sto guardando, divertiti, che gioco divertente” e soddisfare comunque una richiesta fatta, senza dare avvio ad un circolo che chiederà di essere bravo anche domani,  voler sentirsi bravi e brave ogni volta che si gioca, voler esser guardato o valutata ogni volta, per ogni cosa che faccio. 

Proviamo ora a spostare il discorso rispetto al desiderio di ricevere l’approvazione altrui per dare valore alle azioni che compio. Molto spesso, ciò che viene detto di una persona, viene percepito come il valore stesso di quella persona, in quel modo il giudizio altrui mi dirà ciò che sono. Ora proviamo a pensare questa dinamica all’interno del mondo social, estremamente familiare per le nostre ragazze e ragazzi, pensiamo a quanto un LIKE può  avere potere. E’ preoccupante sentire alle volte quanto valore viene attribuito ad un like di una foto e al suo significato che sotteso: “La mia foto non ha LIKE, allora non piaccio, non valgo, perché non piaccio? Cosa posso fare per piacere di più?” Quei like, quei riconoscimenti, quelle approvazioni mi dicono quello che sono. E questo pensiero è davvero rischioso. E’ importante capire, far comprendere e imparare che noi non siamo dei LIKE, non rappresentano la nostra persona, ma solo l’opinione di qualcuno. Se avrò la fortuna di aver sviluppato una buona autostima, saprò affrontare anche il fatto di non piacere.

  1. Narcisismo e scarsa autostima

I bambini sovrastimati e continuamente lodati potrebbero sviluppare con maggior facilità tratti narcisistici, atteggiamenti spesso seduttivi, manipolatori e un’autostima, strano a dirsi, molto bassa. Le persone con tratti narcisistici sono in realtà estremamenti vulnerabili di fronte a chi mette in discussione le loro qualità, spesso reagiscono, contro chi le mina, con violenza e aggressività. Avere una buona autostima invece non implica una competizione, è qualcosa che fornisce pienezza ma anche capacità relazionale l’autostima si crea in noi, in base a quello che viviamo, all’opinione che abbiamo di noi e ci hanno restituito, a quanto ci siamo sentiti amati per quello che siamo, con i nostri pregi e difetti, limiti e risorse, ambizioni e caratteristiche, e non per quello che altri hanno immaginato di noi o vogliono da noi. E’ una risorsa preziosa che prossimamente andremo ad approfondire.

info aggiuntive:

https://news.stanford.edu/news/2013/february/talking-to-baby-021213.html

https://pdfs.semanticscholar.org/25ab/297c17a87c8a0f79e109be531fe9c7da97b8.pdf

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