Quante cose possono cambiare nella fase adolescenziale? Quanto è ricca di potenzialità e quanto mette in difficoltà le generazioni adulte da sempre? Ecco alcune riflessioni… Leggi tutto »Questo strano periodo chiamato adolescenza!
La storia dell’antifascismo non è stata di unione e pace in tutto e per tutto, anzi, alcune fazioni erano violente, alcune entrarono in contrasto, con lotte e terribili pagine della storia, l’eccidio di Porzus lo dimostra.
I gruppi erano estremamente compositi e vari, sia di cultura che di formazione politica. Una cosa li accomunava: essere antifascisti. Per questo la storia della resistenza non deve avere un’accezione politica unitaria, perché unitaria non lo era, molti hanno fatto la loro parte, pur non condividendo necessariamente idee o ideali. Quelle che si raccontano qui, sono le storie di uomini e donne che, nonostante tutto, cambiarono il mondo e contribuirono a porre la parola FINE al nazismo e al fascismo, due delle pagine più dolorose della nostra storia. Credo che ogni forma di totalitarismo sia negativa e vada condannata, a prescindere dal colore, come il comunismo dei gulag, ben lontano dagli ideali di comunità e giustizia sociale presenti in chi ne promuoveva le basi.
In un’epoca dove i social hanno tolto la necessità di rispondere delle proprie parole, dove ognuno si sente libero di scrivere tutto ciò che gli passa per la mente, non importa se fasullo, offensivo o discriminatorio, pare sempre più urgente fare un pensiero rispetto al valore delle parole e, in questo caso, approfondire il loro ruolo all’interno della relazione educativa.
Le parole hanno un enorme valore, poiché ci mettono in relazione con il mondo, forniscono significato a ciò che viviamo e proviamo, aiutandoci a definire pensieri, azioni ed emozioni.
Grazie alle parole possiamo descrivere i nostri desideri, i nostri bisogni e le nostre ragioni, proprio per questo è importante imparare a farlo con un linguaggio positivo, non volgare e non giudicante. Insegneremo così a bambini e bambine il rispetto per loro stessi e per gli altri, insegneremo ad affrontare, in maniera costruttiva, le proprie e altrui fragilità e diversità.
Non giudichiamo le persone ma le azioni! Non bisogna dire a un bambino o ad una bambina, sei stupido, sei una pasticciona, non sei capace ma piuttosto questa cosa è sbagliata o questa azione non si fa. Se definiamo la persona come stupida, incapace e sbagliata stiamo toccando la sua individualità, non le azioni che sta compiendo e questo, lederà la sua autostima, facendo emergere rabbia e tristezza.
Ripartono gli incontri gratuiti in Libreria Mondadori (in Ettore Ponti). Anche quest’anno vogliamo promuovere momenti di condivisione e riflessioni su tematiche differenti, il tutto circondato… Leggi tutto »Incontri Gratuiti in Libreria
Questo weekend alla Cooperativa Il Balzo di Rozzano ho incontrato un meraviglioso gruppo di genitori, per parlare di sessualità, affettività e dell’impatto che questo tema… Leggi tutto »Progetto Disex a Rozzano (MI)