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Il valore delle parole

“Le parole sono finestre (oppure muri)”.

Marshall B. Rosenberg

In un’epoca dove i social hanno tolto la necessità di rispondere delle proprie parole, dove ognuno si sente libero di scrivere tutto ciò che gli passa per la mente, non importa se fasullo, offensivo o discriminatorio, pare sempre più urgente fare un pensiero rispetto al valore delle parole e, in questo caso, approfondire il loro ruolo all’interno della relazione educativa.

Le parole hanno un enorme valore, poiché ci mettono in relazione con il mondo, forniscono significato a ciò che viviamo e proviamo, aiutandoci a definire pensieri, azioni ed emozioni.

Grazie alle parole possiamo descrivere i nostri desideri, i nostri bisogni e le nostre ragioni, proprio per questo è importante imparare a farlo con un linguaggio positivo, non volgare e non giudicante. Insegneremo così a bambini e bambine il rispetto per loro stessi e per gli altri, insegneremo ad affrontare, in maniera costruttiva, le proprie e altrui fragilità e diversità.

Non giudichiamo le persone ma le azioni! Non bisogna dire a un bambino o ad una bambina, sei stupido, sei una pasticciona, non sei capace ma piuttosto questa cosa è sbagliata o questa azione non si fa. Se definiamo la persona come stupida, incapace e sbagliata stiamo toccando la sua individualità, non le azioni che sta compiendo e questo, lederà la sua autostima, facendo emergere rabbia e tristezza. 

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