
La maggior parte delle consulenze genitoriali iniziano con questa frase: “Facciamo fatica, miǝ figliǝ non riesce a gestire la rabbia!”.
E’ una cosa frequentissima ma la situazione non riguarda solo i più piccoli e le più piccole.
Iniziamo col dire che la RABBIA è un’emozione primaria sana, vitale e fondamentale per la vita di ogni persona e senza la quale, forse, non saremmo qui. Allo stesso tempo rappresenta un bisogno da comprendere e un segnale da attenzionare.
Proprio per questo è fondamentale capire COME rispondere a questo bisogno, perché ogni risposta ha un valore e delle conseguenze dal punto di vista relazionale, emotivo e cognitivo.
Ma perché bambini e bambine si arrabbiano?
1. Il cervello è in costruzione
La corteccia prefrontale di bimbi e bimbe è ancora immatura, ma è proprio questa parte che serve a controllare gli impulsi e regolare le emozioni. Questo significa che “non riesce a gestire la rabbia” perché non ha ancora gli strumenti corretti per farlo, ma tutto questo si può imparare, prevenire e gestire.
2. Le frustrazioni come parte della vita
“Non accetta i NO”, “quando non ottiene quello che vuole è il finimondo”! Ecco cosa raccontano le famiglie. La rabbia emerge spesso da situazioni di frustrazione: un desiderio non soddisfatto, un limite percepito come ingiusto, una difficoltà che il bambino non riesce ancora ad affrontare. Ma le frustrazione sono necessarie e inevitabili nella vita e, imparare a gestirle da piccolɜ, è un grande aiuto per quando si diventa più grandi.
3. Guardami!
Dietro molte esplosioni di rabbia ci sono emozioni differenti, ma a volte mancano le parole per nominarle o le competenze per riconoscerle: richieste di attenzione, di sicurezza, tristezza o senso di ingiustizia. Quello che occorre fare è fornire e incrementare strumenti comunicativi più efficaci.
4. E noi? Come la gestiamo la rabbia?
“E’ vero, anche io alle volte mi arrabbio in modo esplosivo”, “è che mi fanno annebbiare il cervello e poi reagisco malissimo!” Proviamo ad insegnare modi differenti di gestire la rabbia per permettere a bimbi e bimbe di interiorizzare modelli diversi. La persona adulta spesso fa da specchio e da contenitore, il nostro atteggiamento è il primo modello che viene assorbito, esserne consapevoli è il primo passo.
Aiutare un bambino a riconoscere, nominare e regolare la propria rabbia significa dargli strumenti che userà per tutta la vita: nelle relazioni, nel lavoro, nel suo stare al mondo. Il compito dell’adulto non è eliminare le emozioni difficili, ma stare accanto mentre si impara a viverle. È in quel stare insieme che nasce la vera educazione emotiva. Per approfondire il tema dell’intelligenza emotiva leggi l’articolo! https://www.sarabalducci.it/second/2021/01/14/intelligenza-emotiva-cose-e-perche-se-ne-parla-tanto/
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