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9 cose che si fanno in CONSULENZA GENITORIALE!

Fare consulenza pedagogica non significa elargire ricette o verità assolute a mo’ di guru con mano aperta e sguardo calmo e autorevole.

La consulenza pedagogica è un momento di riflessione condivisa dove si analizzano agiti educativi, se ne comprendono effetti e cause, e si co-costruiscono percorsi e relazioni più efficaci e positive. Il momento della consulenza è uno spazio dove comprendersi e sperimentare nuove strade, è un momento di respiro in tanta apnea, è uno spazio dove fare ordine, mentale e pratico, dove dirsi delle cose che di solito si tacciono. E’ uno spazio di accoglienza e cura di chi si prende cura ogni giorno.

MA A COSA SERVE LA CONSULENZA PEDAGOGICA GENITORIALE?

1. SUPPORTARE

In una società in continua evoluzione, la consulenza pedagogica aiuta i genitori a navigare nelle complessità dell’educazione, supportando le famiglie nel momento del bisogno e accompagnandole anche in situazioni di conflitto e separazione.

2. RIFLETTERE

La consulenza permette di creare uno spazio dove riflettere sulle dinamiche educative che si mettono in atto, a volte anche inconsapevolmente, aiutando a comprendere e valutare quali siano gli obiettivi che si vogliono promuovere all’interno del proprio nucleo famigliare, cercando modi per raggiungerli sempre tenendo conto delle caratteristiche uniche che possiede ogni famiglia.

3. ANALIZZARE

Durante la consulenza si prova ad analizzare come alcune azioni o prassi condizionino o meno alcuni comportamrnti, in questo modo si scoprono alternative più appaganti e che possano favorire maggior benessere per tutto il nucleo familiare.

4. RIELABORARE

La consulenza fornisce uno spazio di rielaborazione del passato, dove guardare ciò che ci portiamo dietro, dove possiamo nominarlo, comprenderlo e valutare quale impatto il nostro ieri condizioni le nostre scelte e azioni di oggi. In questo modo ogni azione educativa è frutto di pensiero e consapevolezza, non da qualcosa che è già stato deciso per noi, o portiamo avanti perché “si è sempre fatto così”.

5. ASCOLTARE
Spesso una famiglia arriva in consulenza portato alcune difficoltà che, durante gli incontri, rivelano altro, rivelano non detti, fatiche, modalità conflittuali, sofferenze, bisogno di parlarsi e ascoltarsi. Per questo la consulenza si basa su un ascolto autentico, per andare oltre le parole, raggiungere parti inascoltater e favorire, a sua volta, una relazione genitoriale anch’essa basata sull’ascolto e sulla comunicazione, per costruire ponti e smantellare muri, nella condivisione e nel rispetto reciproco.

6. PREVENIRE

A volte si arriva in consulenza come ultima spiaggia, le problematiche sono già radicate nel tempo e la sofferenza è diventata incontenibile. E’ ovvio che “meglio tardi che mai”, ma perché incrementare sofferenza, abitudini irrispettose e stress quando con un percorso di supporto si può prevenire la sedimentazioni di dinamiche disfunzionali e rafforzare le relazioni familiari, migliorando l’ambiente domestico e famigliare? Se qualcosa non ci torna, prendiamo in mano la situazione subito, sarà più facile e veloce migliorare le cose.

7. COLLABORARE
La collaborazione è centrale in ogni percorso famigliare, anche in situazione dei separazione. Spesso ciò che causa più sofferenza in figli e figlie non è la separazione dei genitori in sé, ma la gestione conflittuale che ne deriva, le svalutazioni, le ricriminazioni, le incoerenze, le contraddizioni, la rabbia non elaborata, le triangolazioni. La consulenza può supportare le famiglie a mantenere stabilità e serenità anche durante i momenti più difficili, perseguendo obiettivi comuni e promuovendo sensazioni di sicurezza e benessere in tutto il nucleo, del resto, genitori si rimane anche quando smettiamo di essere coppia!

8. FORNIRE STRUMENTI

La consulenza pedagogica può fornire strategie e strumenti concreti per facilitare il processo educativo, migliorare la gestione delle emozioni, del tempo e molto altro, anche, in caso di bisogno, nel creare reti con enti, professionisti e servizi, che siano funzionali per il benessere individuale e familiare, anche in contesti di fragilità o disabilita’.

9.ACCOGLIERE

lo spazio di consulenza diviene spesso un luogo protetto, dove accogliere le fragilità umane, dove potersi sentire ascoltati, sostenuti, dove poter guardare chi siamo e chi vogliamo essere. Un luogo e un tempo per prendersi cura di noi, respirare, condividere fatiche e mettere in ordine i pensieri.

Se pensi di poter aver bisogno di un supporto contattami senza esitare a info@sarabalducci.it, sarò felice di fissare un incontro conoscitivo gratuito per capire la strada migliore per le tue esigenze.

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