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Cos’è la SUPERVISIONE PEDAGOGICA?

Ti racconto una delle cose che amo di più fare nel mio lavoro, in 9 semplici punti!

PREMESSA IMPORTANTE: IO AMO PRENDERMI CURA DI CHI SI PRENDE CURA!!

Lavorare con le equipe educative (come del resto mi capita di fare con le famiglie) mi regala sempre l’opportunità di vedere l’amore in moltissime sue forme: L’AMORE per il proprio lavoro, la passione delle idee, il desiderio di “fare bene”, l’affetto per chi si accompagna in quel momento e la voglia di produrre benessere e cambiamento. Il tutto cercando di far quadrare aspetti economici, burocratici e umani con i progetti delle persone con cui si lavora, insomma ogni volta, vedo le infinite forme del prendersi cura.

Nel solo 2025 ho avuto il privilegio di supportare equipe diverse per tutto l’anno, con quasi 200 ore di supervisione pedagogica, ore stimolanti, emozionati, dove si vedono pensieri fiorire, nodi sciogliere, apnee prendere fiato.

Amo partecipare alle discussioni, sentire le emozioni che affiancano le riflessioni educative, accogliere la stanchezza e provare a creare uno spazio di respiro, un contenitore per il malessere e le frustrazioni, un luogo di riflessione, dove provare a dare senso a ciò che si vive, per provare a far stare meglio chi si occupa di far stare meglio, ogni giorno.

E ora?

9 COSE CHE SI FANNO IN SUPERVISIONE PEDAGOGICA CON EQUIPE E PROFESSIONISTI DELL’EDUCAZIONE!

1. SUPPORTARE: la supervisione permette di supportare il personale educativo nella globalità del loro intervento professionale, fornendo un sostegno per esprimere sé stess* e gestire momenti complessi e faticosi.

2. ASCOLTARE: la supervisione fornisce un momento di ascolto profondo, di sé, dei colleghi e dei bisogni che emergono in quel momento specifico, cercando di fornire uno spazio sicuro accogliente e stimolante.

3. RIFLETTERE: la supervisione promuove un meta-pensiero sul proprio agire educativo, attraverso una riflessione guidata e condivisa con l’equipe. L’analisi implica non solo gli aspetti emotivi ma anche metodologici e valoriali che ogni professionista ed ente si porta dietro.

4. RIELABORARE: la supervisione permette uno spazio dove rielaborare teorie, prassi e i propri vissuti emotivi ed esperienziali, capaci di influenzare, sono sempre positivamente, non solo il proprio lavoro ma anche il proprio percorso professionale e personale.

5. FACILITARE: la supervisione facilita momenti di condivisione, promuove la risoluzione dei conflitti e crea uno spazio di comunicazione profonda.

6. UNIRE: la supervisione cerca di lenire le crepe, trovare punti di contatto, strategie comuni e condivisione di intenti, la diversità professionale e personale è preziosissima nel lavoro educativo, ma è fondamentale perseguire obiettivi comuni, che, ovviamente, si possono rinnovare nel tempo.

7. PREVENIRE: La supervisione permette la socializzazione di problematiche e fatiche, individuali e di gruppo, favorendo soluzioni e strategie, problem solving o coping, questo previene disagio, malessere e insoddisfazione di tutta l’equipe.

8. PROMUOVERE: la supervisione promuove o benessere dei lavoratori, oltre che degli utenti, promuove relazioni positive e più sincere, nuovi sguardi, metodologie differenti e strade innovative.

9. RAFFORZARE: la supervisione permette di incrementare la consapevolezza di sé e del proprio agire professionale, rafforzando la propria identità professionale e le proprie risorse.

Alla fine di tutto questo, aggiungo un piccolo pensiero de core.

A tutti gli educatori e le educatrici, all’educatrice che sono stata, alle colleghe e ai colleghi indispensabili come aria, quell* con cui riesci a ridere nonostante le notti insonni, che si accollano un pezzo di turno in più quando ne hai bisogno, quell* che ci sono sempre, quell* che rimangono quando è difficile, agli abbracci, alle lacrime, alle fatiche, alle canzoni cantate a squarciagola, alle ragazze e ai ragazzi e a tutti quei sognatori che credono sia ancora possibile creare un mondo migliore attraverso l’educazione! Grazie!

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