La consulenza pedagogica sostiene, promuove e sviluppa le competenze educative e personali delle persone, per permettere, attraverso un’analisi approfondita della situazione e del contesto, di individuare situazioni critiche o fragili e far emergere le risorse per affrontarle.

Nella relazione pedagogica non si cerca la dipendenza con il professionista ma l’indipendenza e l’autodeterminazione, il professionista aiuta ad aiutarsi, per riscoprirsi, a tutti gli effetti, protagonisti della propria vita.

 

Personalmente credo che oggi educare, sia una bellissima sfida e una privilegiata opportunità, a cui non è possibile sottrarsi.  L’educazione sostiene, ripara, protegge, mostra strade quando si fatica ad orientarsi, fa emergere potenzialità, dignità, autostima e resilienza, ovvero quella capacità di far fronte agli eventi e di rimettersi in piedi nonostante le difficoltà, ricostruirsi positivamente e di autoripararsi dopo un danno.

Per questo ho scelto il simbolo del tarassaco, in sé coesistono “tarakè” “scompiglio, turbamento” e “akos” che significa rimedio. Rimedio e scompiglio, perché spesso è dal vincolo e dalle difficoltà che si aprono nuove inimmaginabili possibilità. Il Tarassaco rappresenta una metafora perfetta del il ciclo della vita: quando nasce i fiori sono di colore giallo intenso, dopo la sfioritura, i semi si lasciano trasportare dal vento per intraprendere un nuovo viaggio. Il loro percorso ci insegna che per poter (ri)fiorire occorre staccarsi dalla propria origine e affrontare il vento, occorre mutare per poter raggiungere nuovi luoghi e nuove possibilità di crescita.