{"id":1866,"date":"2022-08-21T13:32:41","date_gmt":"2022-08-21T11:32:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sarabalducci.it\/second\/?p=1866"},"modified":"2022-08-21T13:32:48","modified_gmt":"2022-08-21T11:32:48","slug":"semplificare-non-sempre-e-un-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sarabalducci.it\/second\/2022\/08\/21\/semplificare-non-sempre-e-un-bene\/","title":{"rendered":"Semplificare non sempre \u00e8 un bene!"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sarabalducci.it\/second\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/post-instagram-3-1024x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1867\" width=\"819\" height=\"819\" srcset=\"https:\/\/www.sarabalducci.it\/second\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/post-instagram-3-1024x1024.png 1024w, https:\/\/www.sarabalducci.it\/second\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/post-instagram-3-300x300.png 300w, https:\/\/www.sarabalducci.it\/second\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/post-instagram-3-150x150.png 150w, https:\/\/www.sarabalducci.it\/second\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/post-instagram-3-768x768.png 768w, https:\/\/www.sarabalducci.it\/second\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/post-instagram-3-900x900.png 900w, https:\/\/www.sarabalducci.it\/second\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/post-instagram-3.png 1080w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Prima superiore, istituto Tecnico, in supplenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzi e le ragazze avevano&nbsp; il compito di prendere un capitolo di storia e schematizzarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Moltissimi, davvero moltissimi, hanno fatto una gran fatica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Leggevano le prime frasi, senza leggerle completamente, davano un\u2019occhiata veloce alle parole in grassetto e poi dicevano di non aver capito. Alcuni leggevano le prime parole e affermavano che il testo non avesse senso, altri iniziavano a riassumere senza avere una visione di insieme del contenuto e trascrivevano parole senza capire di cosa si stesse parlando.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ho capito\u201d o \u201cma che palle non si capisce nulla\u201d e, appena consigliavo loro di riprendere, con calma, di rileggere con pi\u00f9 attenzione tutto,&nbsp; di provare a concludere il primo paragrafo per farsi un\u2019idea generale, affermavano alla fine &#8220;Ahh.. ora ho capito!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Un ragazzo, con il foglio ancora bianco ad un certo punto dice: &#8220;Posso cercare uno schema su google, qui non si capisce nulla.&nbsp; Su Google \u00e8 pi\u00f9 semplice!\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco questo \u00e8 il punto forse. Quel testo non era affatto difficile, era un testo, anzi, anche visivamente appetibile, con immagini, commenti, parole in evidenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso per\u00f2 in molte scuole vedo ragazzi e ragazze che non sono abituati ad affrontare contenuti complessi, non dico complicati, semplicemente complessi, compositi. Per timore o disabitudine cercano una semplificazione che semplificheranno a loro volta, riducendo tutto a qualche parola qua e l\u00e0 su un foglio, da imparare a memoria, senza connessioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9? A volte credo che la scuola abbia incentivato un\u2019estrema semplificazione, fino a ridurre non solo la complessit\u00e0, ma anche la realt\u00e0. Non si analizzano pi\u00f9 i fatti nel loro contesto, connessi ad altri eventi, nella loro ricchezza, ma si parcellizzano sempre di pi\u00f9, fino a rendere il sapere vuoto, povero, minimale, parziale.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non si permette pi\u00f9 di ragionare, di comprendere un concetto, di rielaborarlo, di sostarci sopra per un po\u2019.&nbsp; Si teme l&#8217;attesa. Si evitano come la peste i testi lunghi, si chiede sempre meno \u201cperch\u00e9, altrimenti, non fanno\u201d.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo che prezzo ha? La semplificazione dovrebbe essere un processo, non il punto di partenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Proviamo, come educatori, insegnanti, adulti a riprendere il valore del pensiero non binario, semplicistico, impariamo a chiedere di fare uno sforzo maggiore, perch\u00e9 altrimenti perderemo la bellezza del ragiornamento. Gi\u00e0 oggi vediamo i danni enormi di pensieri che appiattiscono, che non sanno argomentare, poveri nel contenuto e nella forma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E. Morin scrisse: &#8220;Ormai a costituire il problema non sono solo gli errori di fatto (d\u2019ignoranza), di pensiero (dogmatismo), ma l\u2019errore di un pensiero parziale, l\u2019errore del pensiero binario che vede solo o\/o, incapace di combinare e\/e, nonch\u00e9 pi\u00f9 profondamente, l\u2019errore del pensiero riduttore e del pensiero disgiuntivo ciechi ad ogni complessit\u00e0&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, vorrei pi\u00f9 sfumature, pi\u00f9 ombre, pi\u00f9 dubbi, pi\u00f9 profondit\u00e0, pi\u00f9 curiosit\u00e0!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima superiore, istituto Tecnico, in supplenza.&nbsp; I ragazzi e le ragazze avevano&nbsp; il compito di prendere un capitolo di storia e schematizzarlo. 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