{"id":1069,"date":"2020-05-09T19:02:05","date_gmt":"2020-05-09T17:02:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sarabalducci.it\/second\/?p=1069"},"modified":"2020-09-19T19:00:05","modified_gmt":"2020-09-19T17:00:05","slug":"vorrei-una-politica-pedagogica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sarabalducci.it\/second\/2020\/05\/09\/vorrei-una-politica-pedagogica\/","title":{"rendered":"Vorrei una politica pedagogica."},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n\n\n<\/p>\n<figure>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sarabalducci.it\/second\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/bread-2542308_1920-1024x541.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<figcaption>Foto di <a href=\"https:\/\/pixabay.com\/it\/users\/congerdesign-509903\/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=2542308\">congerdesign<\/a> da <a href=\"https:\/\/pixabay.com\/it\/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=2542308\">Pixabay<\/a><\/figcaption>\n<\/figure>\n<p>\n\n\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>E\u2019 qualche tempo che penso a come scrivere alcuni pensieri, il terrore di essere retorica, anacronistica, fraintesa mi ha accompagnato per un po\u2019.\u00a0<\/p>\n<p>In questo ultimo periodo si parla di regolarizzazione dei lavoratori agricoli, dello sfruttamento, delle condizioni di miseria, del degrado e delle condizioni disumane presenti in moltissimi campi. Si parla anche di tutti gli esseri umani presenti sul territorio, le persone che si occupano delle nostre case, dei nostri nonni, che costruiscono le nostre abitazioni, che lavorano e vivono, tutto questo senza riconoscimento alcuno.\u00a0<\/p>\n<p>Vedo commenti rabbiosi al riguardo, come se il fatto di nascere in un paese povero ti tolga il diritto di equa retribuzione, esistenza e dignit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Qualche giorno fa ho rivisto <i>Pane e Libert\u00e0<\/i>, un vecchio film che racconta la vita di Giuseppe Di Vittorio, nato a Cerignola, in Puglia, terra natale dei miei nonni paterni. Ricordo che il mio bisnonno, Michele Balducci, me ne aveva parlato, era un suo compagno, un amico, un bracciante, avevano preso la licenza di terza elementare insieme. \u201cPeppino passava ogni momento sui libri e aveva fatto di tutto per creare una piccola scuola serale per tutti quelli che non sapevano n\u00e9 leggere n\u00e9 scrivere\u201d, raccontava. Che lusso poter studiare, quanto amore per i libri e per le parole.\u00a0<\/p>\n<p>Quando Di Vittorio ha iniziato a promuovere lo sciopero per chiedere ai baroni e ai principi delle condizioni migliori per tutti i lavoratori sfruttati, un pochino di cibo in pi\u00f9 (un pezzo di pane messo in acqua calda e un goccio di olio erano troppo poco per persone che lavoravano 12\/13 ora al giorno), qualche lira aggiuntiva e iniziava ad essere ascoltato dai braccianti, hanno provato a farlo tacere, a rimettere tutti in riga, con la violenza, con i fucili. Di Vittorio era diventato una persona pericolosa, da fermare, da arrestare, un ricercato.\u00a0<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Nonno Michele mi aveva raccontato di averlo aiutato a nascondersi nella cesta dei panni sporchi. Purtroppo non ricordo altro, ero troppo piccola e immatura per cogliere la ricchezza di ci\u00f2 che avevo di fronte. Vedere quel film, ripercorrere quei giorni, quelle lotte, mi ha fatto provare un grandissimo senso di orgoglio, poi dolore, amarezza, rabbia e una gran voglia di continuare a credere che \u00e8 possibile cambiare ci\u00f2 che non va. Forse lo spirito rivoluzionario che sento nelle viscere, la voglia di giustizia sociale, di diritti, di tutela delle minoranze e degli oppressi, arriva proprio da l\u00ec o forse ci si nasce e basta, ma \u00e8 per questo che mi occupo di <b>Educazione e Pedagogia<\/b>, perch\u00e9 \u00e8 uno di quei mestieri di chi desidera un mondo diverso, fatto di integrazione, possibilit\u00e0, di cambiamento e di persone.<\/p>\n<p>Nei primi del \u2018900 c\u2019era la miseria vera, si moriva per nulla, per un\u2019idea, per un comando, per freddo o fame, le minacce tenevano a freno chiunque volesse imporre la propria dignit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Sono passati pi\u00f9 di 100 anni e la situazione \u00e8 molto simile. I poveri vengono sfruttati, si dorme ancora ammassati in catapecchie per un salario che non si pu\u00f2 nemmeno definire tale, le tutele sono ancora inesistenti e non tutti gli uomini e non tutte le donne sembrano avere lo stesso diritto alla vita.\u00a0<\/p>\n<p>Aboubakar Soumahoro, portavoce e bracciante agricolo, dirigente sindacale italo-ivoriano della USB (Unione Sindacale di Base), laureato in sociologia, con il suo italiano raffinato ci ricorda ancora quanto l\u2019esempio di Di Vittorio sia urgente e attuale:\u00a0<\/p>\n<p><em>\u201cSiamo esseri umani e non braccia. Subordinare la nostra regolarizzazione alla verdura e alla frutta, che rischiano di marcire nei campi, \u00e8 cinismo. L\u2019Essere Umano non deve essere al servizio del cibo ma \u00e8 il cibo che deve essere al servizio dell\u2019Essere Umano. Strumentalizzare la nostra miseria sociale e lavorativa, seduti nelle sontuose stanze del potere per convenienza politica, \u00e8 cinismo disumano. Ci rivolgiamo alle forza politiche di questo governo, regolarizzate tutti gli esseri umani, non per convenienza ma per dovere di Stato &#8211; come diceva Di Vittorio. Ci rivolgiamo alle forza politiche di questo governo: Liberate tutti i braccianti, italiani e non, dallo strapotere della grande distribuzione organizzata, se volete davvero combattere lo sfruttamento e il caporalato. Nessuna demagogia politica sulla nostra pelle, abbiate l\u2019audacia di regolarizzare le persone non per utilit\u00e0 di mercato ma semplicemente perch\u00e9 sono degli Esseri Umani.\u201d\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ecco le parole di un uomo, che sottolinea come la tutela dei lavoratori deve essere fatta a prescindere dal paese di nascita o dal colore della pelle, perch\u00e9 si \u00e8 tutti Umani.\u00a0Pare assurdo ricordarlo ma purtroppo occorre ancora farlo.\u00a0<\/p>\n<p>Ecco, vorrei che dalla storia si imparasse per diventare persone migliori, cittadini migliori, vorrei che gli ideali di unit\u00e0 e giustizia unissero ancora le persone a prescindere dalle fazioni politiche, il colore, la classe sociale. Vorrei, in parlamento persone semplici e preparate, per le quali la cultura, l\u2019istruzione, il lavoro, l\u2019impegno e i diritti umani fossero valori fondanti, vorrei che non si guardasse pi\u00f9 dall\u2019alto al basso nessuno, che tutti avessero la possibilit\u00e0 di scegliere della propria vita, di imparare, di esistere. Vorrei che nessuno mai possa pi\u00f9 lucrare sulle vite altrui e che, a tutti, fosse data la possibilit\u00e0 di dimostrare il proprio valore.\u00a0<\/p>\n<p>Vorrei una <b>politica pedagogica<\/b>, volta alla formazione dei cittadini, che sia un modello e non un circo di frasi fatte e cattive abitudini. Vorrei che la cosa pubblica fosse pubblica per davvero. Vorrei che si parlasse pi\u00f9 di responsabilit\u00e0 civile e individuale, vorrei che alla guida di un paese ci fossero persone capaci, attente al bene degli altri e non al proprio tornaconto, in grado di guardare oltre il proprio naso.\u00a0<\/p>\n<p>Fino a che si continuer\u00e0 a morire perch\u00e9 si \u00e8 nati da una parte piuttosto che da un\u2019altra,\u00a0 per delle idee, per delle condizioni di lavoro, per i regimi autoritari, per le diversit\u00e0, per la povert\u00e0 e finch\u00e9, al mondo, ci saranno persone di seconda o terza categoria, sar\u00e0 bene nutrirsi ancora di <i>Pane e Libert\u00e0<\/i>, per ricordarsi quanto ancora ci sia da fare per superare le divisioni presenti.\u00a0<\/p>\n<p>Vorrei una <b>politica pedagogica <\/b>perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 pedagogico, di pi\u00f9 educativo, a mio avviso, di una buona politica. La Politica \u00e8 &#8211; dal dizionario Treccani &#8211; \u201c<i>la scienza e l\u2019arte di governare, cio\u00e8 la teoria e la pratica che hanno, per oggetto, la costituzione, l\u2019organizzazione, l\u2019amministrazione dello stato, la direzione della vita pubblica; le norme, i principi, le regole<\/i>.\u201d La politica parla, o dovrebbe parlare, di scelte umane, di cittadinanza. Ha un valore immenso e per questo deve, o dovrebbe essere, virtuosa, giusta, volta al bene della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Se ancora questo \u00e8 un miraggio, se ancora si inneggia all\u2019annientamento dell\u2019altro, alla sua disumanizzazione e al concetto di razza, se l\u2019ignoranza diventa un vanto e la superficialit\u00e0 un modo di vivere, se la tolleranza e l\u2019empatia rimangono parole vuote e lontane, vuol dire che, come educatori, insegnanti, cittadini e genitori, abbiamo fallito, perch\u00e9 questa non \u00e8 libert\u00e0 di pensiero, ma un oltraggio alla vita.<\/p>\n<p>I buoni esempi del nostro passato ci hanno permesso di vivere, oggi, con maggiore giustizia sociale rispetto a ieri. A noi, oggi, sta la scelta di fornire la stessa possibilit\u00e0 alle persone di domani.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><!-- \/wp:post-content --><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 E\u2019 qualche tempo che penso a come scrivere alcuni pensieri, il terrore di essere retorica, anacronistica, fraintesa mi ha accompagnato per un po\u2019.\u00a0 In questo ultimo periodo si parla di regolarizzazione dei lavoratori agricoli, dello sfruttamento, delle condizioni di miseria, del degrado e delle condizioni disumane presenti in moltissimi campi. 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