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EDUCAZIONE E RELIGIONE: 6 (s)punti per riflettere su discordanza religiosa e genitorialità.

“Il rispetto nasce dalla conoscenza, e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo".  Tiziano Terzani
Qualche tempo fa mi è stato chiesto un parere rispetto a come fare quando due genitori seguono religioni diverse e non concordano sulla religione che vorrebbero impartire ai propri figli. Specifico che non ho alcuna formazione teologica e per questo non mi addentrerò in questioni di valore, cercherò però, semplicemente, di darvi un parere pedagogico rispetto alle dinamiche che si possono creare in situazioni come queste. Quando si parla di fede, qualsiasi essa sia, entriamo in un campo che si muove tra privato, sociale e culturale, per questo vorrei sottolineare la complessità e la delicatezza del tema. Io esprimerò il mio pensiero in base alla mia esperienza e al mio contesto culturale che ovviamente potrebbe non essere condiviso da altri. Quello che dirò potrebbe essere utile alle famiglie che vogliono raggiungere ad un accordo condiviso nella gestione dell’educazione religiosa e morale dei propri figli, magari facendoli sperimentare anche con pratiche e contesti di entrambe le religioni. 
Vi indicherò, nell'ultimo punto, anche ciò che è emerso, fino ad oggi, a livello giuridico, proprio per dare un contributo su più livelli.
Dopo questa lunga premessa, ecco a voi 6 (s)punti per riflettere insieme su cosa è possibile fare quando due genitori non condividono la stessa religione. 


1. IL BENESSERE PRIMA DI TUTTO! Pare inutile dirlo ma non lo è, il benessere dei vostri figli e delle vostre figlie deve essere la base assoluta delle vostre azioni educative, quindi, una lotta a chi detiene la religione migliore, oltre a essere concretamente impossibile, non farà stare bene nessuno, si creeranno conflitti, divisioni e discussioni difficili da gestire e faticose da vivere.
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LIBRI PER CONOSCERE.. LE RELIGIONI!

Ho scritto qui ( https://www.sarabalducci.it/second/2020/11/24/educazione-e-religione-6-spunti-per-riflettere-su-discordanza-religiosa-e-genitorialita/ ) un articolo per dare qualche spunto sul cui riflettere in contesti famigliari dove due genitori professano fedi differenti. Qui sotto indico invece alcuni libri utili per conoscere qualcosa in più sulle religioni e i rituali del mondo, tra storia e curiosità!

Foto di Alexas_Fotos da Pixabay

LE RELIGIONI DEL MONDO. Fedi, storia, tradizioni – (V. Palazzolo, V. Savini, G. Ovani) +6

Un libro interattivo che racconta il mondo, le diverse tradizioni, la storie e le religioni. Si trova una breve introduzione alla religiosità in generale e una piccola sezione dedicata ad ateismo e agnosticismo. Si sviluppa in senso cronologico, affrontando aspetti culturali e rituali anche delle religioni animiste, dei popoli indigeni e aborigeni. 

RELIGIONI DEL MONDO – (A. frith, B. Ablett) +6

Un libro per capire quali culti e religioni vengono praticati in tutto il mondo. Non ho trovato molto materiale su questo libro ma pare essere tra i più venduti. 

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KIT PER AFFRONTARE LA PAURA DEL BUIO e LIBRI UTILI

Se la paura del buio si fa sentire ecco il link per affrontarla

LA PAURA DEL BUIO: 5 (s)punti per affrontarla insieme!

qui sotto invece un piccolo KIT che può essere d’aiuto!!

* alcuni studi hanno dimostrato che dormire al buio è la cosa migliore in assoluto, ma per chi non può farne a meno, di scegliere una lucina rossa e non bianca o blu per evitare di inibire la produzione di melatonina.
https://www.nigms.nih.gov/education/fact-sheets/Pages/circadian-rhythms.aspx

IDEE DA INSERIRE NEL NOSTRO KIT

  • Un peluche con cui dormire: un pupazzo o un peluche rappresenta un forte mediatore della figura genitoriale quindi non solo tiene compagnia ma permette anche di dare sicurezza.
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LA PAURA DEL BUIO: 5 (s)punti per affrontarla insieme!

Tutti noi abbiamo avuto paura di qualcosa nella vita, da piccoli, ma anche da grandi. Se ragioniamo bene, avere paura è uno dei sentimenti più faticosi da gestire, la paura ci paralizza, ci toglie il fiato, si presenta senza controllo nella nostra mente. Ma cos’è? La paura è un’emozione primordiale, che permetteva ai nostri antenati di reagire a ciò che si presentava come pericoloso, la paura è un’emozione primaria di difesa, scatenata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia ed è qualcosa che può essere tanto utile quanto limitante. 

Ma cosa fare quando i nostri figli e le nostre figlie hanno paura del buio? 

  • PRENDIAMOLA SERIAMENTE! La paura fa paura, ricordiamoci la nostra infanzia ma non solo, la paura dell’ignoto, il brivido che percorre la schiena, il cuore che batte, la paura di morire o di rimanere soli, la doppia mandata della serratura, la luce accesa perché si è sentito un rumore strano.. queste paure non sono capricci, ma emozioni che non fanno vivere serenamente. Avere delle paure è normale, ma ironizzare, giudicare, reagire con superficialità fa sentire i bambini e le bambine non ascoltat*, non accolt* e non fornisce strumenti per superarle davvero. Provare empatia nei loro confronti, sentire davvero l’emozione che provano in quel momento di difficoltà ci permetterà di avere quell’attenzione e quell’ascolto che meritano, arrivando a comprenderne pensieri e bisogni. Dire semplicemente che non ci sono i mostri non aiuta se io penso ci siano, dire di non avere paura non aiuta se io la provo. Accogliamo amorevolmente le paure che ci vengono dette, solo allora saremo pronti per aiutare a gestirle. 
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LO SPOT #SENZAETA’ o meglio, l’età c’è e va bene lo stesso!

Non ero riuscita prima d’ora a vedere questa pubblicità, ne avevo solo sentito le critiche da più parti. Volevo capirne di più, l’ho vista e non condivido affatto le critiche.  Credo che ad una certa età (nemmeno così lontana) molte donne iniziano a temere gli anni che passano, vedono il loro corpo cambiare, invecchiare e perdere le qualità che per secoli sono state valorizzate. Il corpo femminile è da sempre al centro dell’attenzione e della cosa pubblica, qualcosa da coprire, qualcosa da esporre, qualcosa da scambiare, qualcosa da desiderare, qualcosa da dover mantenere intatto, piacevole, privato, pubblico, peccaminoso, qualcosa da possedere. 

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Adolescenti e DAD: spunti di riflessione

I più giovani e le loro famiglie, negli ultimi tempi, hanno sperimentato qualcosa di assolutamente nuovo, un’isolamento forzato, una scuola totalmente a distanza e nuove modalità relazionali. Cosa si può fare per ritrovare un equilibrio differente, cosa è la Didattica A Distanza, come affrontare questo periodo storico e come trovare risposte quando certezze non se ne hanno? Ecco a voi alcuni spunti per riflettere insieme!

Questo strano periodo chiamato adolescenza!

Quante cose possono cambiare nella fase adolescenziale? Quanto è ricca di potenzialità e quanto mette in difficoltà le generazioni adulte da sempre? Ecco alcune riflessioni sul mondo degli adolescenti e non solo..

5 COSE CHE STIAMO INSEGNANDO DIETRO AD UN “SEMPLICE” CLICK.

 

COME L’EDUCAZIONE PASSA ANCHE ATTRAVERSO LE NOSTRE AZIONI IN RETE. 

“Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”

La regola d’oro tramandata e riscritta in forme differenti dal 2000 a.C circa ad oggi.

Le dinamiche che vengono innescate online sono spesso, per me, fonte di riflessione e lavoro, soprattutto con gli adolescenti e preadolescenti. Ultimamente però è dagli adulti che ricevo input preoccupanti, perché, a prescindere dal fatto che siano genitori o meno, vedo dilagare in contesti anche differenti modalità comunicative cariche di odio e rabbia. Vorrei quindi riflettere su 5 azioni che si fanno online sulle quali è importante acquisire maggiore consapevolezza, per migliorare le nostre relazioni e modalità educative.

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SEX FOR ALL – Sessualità e sensualità oltre gli stereotipi, oltre le barriere

L’8 ottobre 2020 alle 14.30 in occasione de I TALENTI DELLE DONNE, promuoverò, con Anna Castagna e Debora Cordeschi, un momento di riflessione e condivisione dove affrontare il tema della sessualità e dell’affettività superando stereotipi comuni legati all’apparenza, alla disabilità fisica e cognitiva.

Spesso si pensa che la sessualità sia qualcosa di impossibile o si rifuggono relazioni sessuali e amorose per paura o senso di inadeguatezza. In questo incontro vorremmo aprire orizzonti, fornire strumenti, accrescere consapevolezze.

Condurranno l’incontro:

Sara Balducci, consulente pedagogica e ideatrice di Progetto Disex : esplorare e comprendere il tema della sessualità e dell’affettività nella disabilità cognitiva.

Debora Cordeschi ideatrice del progetto Imperfetta ma Sexy.

Anna Castagna, educatrice e consulente sessuale.

Ingresso gratuito previa prenotazione su https://www.eventbrite.it/…/biglietti-rete-al-femminile…

Evento fb https://fb.me/e/1XQhjsrOP

Posti Limitati: prenotare se si è sicuri di partecipare per non precludere altre persone.

Vorrei una politica pedagogica.

Foto di congerdesign da Pixabay

 

E’ qualche tempo che penso a come scrivere alcuni pensieri, il terrore di essere retorica, anacronistica, fraintesa mi ha accompagnato per un po’. 

In questo ultimo periodo si parla di regolarizzazione dei lavoratori agricoli, dello sfruttamento, delle condizioni di miseria, del degrado e delle condizioni disumane presenti in moltissimi campi. Si parla anche di tutti gli esseri umani presenti sul territorio, le persone che si occupano delle nostre case, dei nostri nonni, che costruiscono le nostre abitazioni, che lavorano e vivono, tutto questo senza riconoscimento alcuno. 

Vedo commenti rabbiosi al riguardo, come se il fatto di nascere in un paese povero ti tolga il diritto di equa retribuzione, esistenza e dignità. 

Qualche giorno fa ho rivisto Pane e Libertà, un vecchio film che racconta la vita di Giuseppe Di Vittorio, nato a Cerignola, in Puglia, terra natale dei miei nonni paterni. Ricordo che il mio bisnonno, Michele Balducci, me ne aveva parlato, era un suo compagno, un amico, un bracciante, avevano preso la licenza di terza elementare insieme. “Peppino passava ogni momento sui libri e aveva fatto di tutto per creare una piccola scuola serale per tutti quelli che non sapevano né leggere né scrivere”, raccontava. Che lusso poter studiare, quanto amore per i libri e per le parole. 

Quando Di Vittorio ha iniziato a promuovere lo sciopero per chiedere ai baroni e ai principi delle condizioni migliori per tutti i lavoratori sfruttati, un pochino di cibo in più (un pezzo di pane messo in acqua calda e un goccio di olio erano troppo poco per persone che lavoravano 12/13 ora al giorno), qualche lira aggiuntiva e iniziava ad essere ascoltato dai braccianti, hanno provato a farlo tacere, a rimettere tutti in riga, con la violenza, con i fucili. Di Vittorio era diventato una persona pericolosa, da fermare, da arrestare, un ricercato. 

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Tre incontri per parlare di…

Il 19 settembre 2020 Un tè con la pedagogista vi offrirà un momento di discussione partendo dalle vostre esperienze, un momento di gruppo per affrontare dinamiche relazionali, dubbi e fatiche che spesso sono presenti in tutte le famiglie. Un momento di confronto, di crescita e di relax, dove prendersi un paio d’ore e chiacchierare in uno “spazio” (anche se virtuale) protetto e non giudicante.

il 24 ottobre 2020 parleremo di Compiti a casa per evitare che un momento di routine e quotidiano sia sempre percepito come una corsa ad ostacoli. Piccoli suggerimenti per comprendere meglio come gestire i compiti a casa e come riuscire a viverli con maggiore serenità e autonomia.

21 novembre 2020 si parlerà di Minori tra smartphone e web approfondendo alcune tematiche legate alle abitudini dei giovani, i rischi e le conseguenze di un uso scorretto di strumenti che, di per sé, sono utilissimi ma possono trasformarsi in una gabbia un po’ troppo stretta.

Per informazioni non esitate a contattarmi su fb @sarabalducci.pedagogista o su info@sarabalducci.it.

A prestissimo!!

5 BUONI MOTIVI PER VEDERE SKAM ITALIA

Ho amato questa serie, per diversi motivi, certamente ho trovato delle criticità, soprattutto ad un’analisi approfondita rispetto a ruoli, parole ed argomenti affrontati, ma è sicuramente una serie fatta bene che, non solo parla di adolescenti dal loro punto di vista, ma soprattutto, ha qualcosa da dire!

Skam Italia, riprende il format norvegese, dove SKAM vuol dire “vergogna” ma in questa serie non c’è  davvero nulla di cui vergognarsi.

ECCO 5 MOTIVI PER VEDERE SKAM DA SOLI O CON I VOSTRI FIGLI (anche se in parallelo o in momenti differenti).

“Se noi vogliamo fargli capire le nostre differenze, dobbiamo dare risposte intelligenti alle loro domande stupide. Sennò loro continuano a dare risposte stupide alle loro domande e così non ci capiremo mai”.

Per chi amasse i video ecco il link al canale!

  1. Skam ci regala un momento per ricordare di tutte le emozioni vissute negli anni adolescenziali, non si può non guardarla con occhi d’amore, non si può non guardare quei ragazzi con affetto, non si può non ricordare le proprie prime volte, gli amici, la scuola, le relazioni, le fatiche … insomma, ci riporta ad un passato che ancora oggi guardiamo con un po’ di malinconia, con il quale, se si ha a che fare con gli/le adolescenti, dobbiamo tornare a fare i conti. Questo salto nel passato non serve solo per ricordarci come ci sentivamo, come vivevamo o volevamo vivere ma, ci permette di dare spazio ai nostri racconti, alle esperienze vissute, a come noi abbiamo affrontato quel periodo di vita, alle differenze, al paragone con i nostri genitori, e, narrando, ci permette di farci conoscere un po’ di più. I ragazzi e le ragazze amano i racconti e, alle volte, raccontare dei propri vissuti, insegna molto di più che lunghi e noiosi discorsoni. 
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Libri per pensare… La resistenza.

ASPETTANDO IL 25 APRILE. 

La storia dell’antifascismo non è stata di unione e pace in tutto e per tutto, anzi, alcune fazioni erano violente, alcune entrarono in contrasto, con lotte e terribili pagine della storia, l’eccidio di Porzus lo dimostra. 

I gruppi erano estremamente compositi e vari, sia di cultura che di formazione politica. Una cosa li accomunava: essere antifascisti. Per questo la storia della resistenza non deve avere un’accezione politica unitaria, perché unitaria non lo era, molti hanno fatto la loro parte, pur non condividendo necessariamente idee o ideali. Quelle che si raccontano qui, sono le storie di uomini e donne che, nonostante tutto, cambiarono il mondo e contribuirono a porre la parola FINE al nazismo e al fascismo, due delle pagine più dolorose della nostra storia. Credo che ogni forma di totalitarismo sia negativa e vada condannata, a prescindere dal colore, come il comunismo dei gulag, ben lontano dagli ideali di comunità e giustizia sociale presenti in chi ne promuoveva le basi.

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Il valore delle parole

“Le parole sono finestre (oppure muri)”.

Marshall B. Rosenberg

In un’epoca dove i social hanno tolto la necessità di rispondere delle proprie parole, dove ognuno si sente libero di scrivere tutto ciò che gli passa per la mente, non importa se fasullo, offensivo o discriminatorio, pare sempre più urgente fare un pensiero rispetto al valore delle parole e, in questo caso, approfondire il loro ruolo all’interno della relazione educativa.

Le parole hanno un enorme valore, poiché ci mettono in relazione con il mondo, forniscono significato a ciò che viviamo e proviamo, aiutandoci a definire pensieri, azioni ed emozioni.

Grazie alle parole possiamo descrivere i nostri desideri, i nostri bisogni e le nostre ragioni, proprio per questo è importante imparare a farlo con un linguaggio positivo, non volgare e non giudicante. Insegneremo così a bambini e bambine il rispetto per loro stessi e per gli altri, insegneremo ad affrontare, in maniera costruttiva, le proprie e altrui fragilità e diversità.

Non giudichiamo le persone ma le azioni! Non bisogna dire a un bambino o ad una bambina, sei stupido, sei una pasticciona, non sei capace ma piuttosto questa cosa è sbagliata o questa azione non si fa. Se definiamo la persona come stupida, incapace e sbagliata stiamo toccando la sua individualità, non le azioni che sta compiendo e questo, lederà la sua autostima, facendo emergere rabbia e tristezza. 

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COME AFFRONTARE IL TEMA DELLA MORTE CON I BAMBINI

Foto di Alexas_Fotos da Pixabay

Ricorderemo questo periodo storico per molto tempo, le epidemie hanno costellato la storia dei paesi da sempre e, da sempre, accanto ai grandi numeri e ai dati statistici, si affiancano le storie delle persone, dei singoli e delle famiglie, dei loro dolori e degli addii non detti.  

Quando subiamo un lutto, sentiamo di perdere un pezzo di noi, sentiamo un vuoto incolmabile, si fanno i conti con emozioni devastanti e contrastanti, impossibili da incasellare. Non troviamo le parole,  siamo paralizzati, pervasi o distaccati dal dolore, abbiamo bisogno di tempo per rimettere insieme i pezzi e riuscire a guardarli, e non sempre ne siamo capaci. 

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Sex Education: dalla TV alla vita reale

Da molto tempo mi interesso alle tematiche relative all’educazione sessuale sia in persone con fragilità sia con minori e adolescenti. Credo fermamente che partire da una buona (in)formazione sia una delle prime “armi” nella tutela di sé. In questa occasione ne parlo ad Annalisa Falcone, nel suo Diario di un’Educatrice a Londra. Buona lettura.

ESSERE INTERSEX

14 febbraio 2019 giorno in cui il Parlamento Europeo si è espresso a favore del riconoscimento dei diritti delle persone intersessuali chiedendo alla Commissione e agli Stati membri di intervenire per garantirne il diritto all’integrità fisica e all’autodeterminazione. Un grande traguardo da festeggiare, ma visto che l’Italia è tra i 21 Paesi UE senza una normativa adeguata in materia, occorre continuare a parlarne, affinché si promuovano e sedimentino buone prassi e buone politiche.

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Progetto Disex a Rozzano (MI)

Questo weekend alla Cooperativa Il Balzo di Rozzano ho incontrato un meraviglioso gruppo di genitori, per parlare di sessualità, affettività e dell’impatto che questo tema agisce sulle loro famiglie, sui loro figli, sulle loro paure, opinioni e pensieri. Un momento importante, perché, come mi ha detto un papà uscendo dalla stanza, “c’è proprio bisogno di parlare di queste cose” e come ha detto una mamma “su alcune cose non ho mai riflettuto!”. Progetto Disex è nato per parlare, informare, condividere e capire, per riuscire a trovare sguardi differenti a bisogni differenti.

Incontri Gratuiti in Libreria

Ripartono gli incontri gratuiti in Libreria Mondadori (in Ettore Ponti). Anche quest’anno vogliamo promuovere momenti di condivisione e riflessioni su tematiche differenti, il tutto circondato da un luogo accogliente, molti libri e del buon caffè. Sulla pagina facebook @sarabalducci.pedagogista troverete di volta in volta gli eventi per prenotarvi all’incontro che vi interessa di più. Vi aspettiamo!

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